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14 settembre 2015

Il sedere...non è fatto per sedersi!




Buongiorno a tutti!

Oggi vi spiego come i nostri glutei sono il frutto di un'attenta evoluzione che ci ha portato a essere degli uomini eretti. Per questo non siamo esseri destinati a restare davanti a una scrivania a lavorare tutto il giorno oppure sdraiati sul divano a guardare la TV.
Noi siamo nati per muoverci!
Ve lo dimostro con una piccola parte che tratta questo tema dal libro "Correre con il branco" in modo semplice e divertente.

Buona lettura!!

Aristotele definiva gli essere umani come animali razionali. Su questa base, nonostante l’abbondanza di prove che testimoniano il contrario, ora noi ci autodefiniamo Homo sapiens. Naturalmente abbiamo tutte e ragioni per compiacerci dello sviluppo della nostra corteccia cerebrale. In effetti è una corteccia cerebrale molto grosso e imponente. D’altra parte, però, avremmo motivi quasi altrettanto fondati di occuparci del nostro grosso, imponente deretano…
Come tanti altri umani, sono molto più bravo a correre dei miei cugini scimmieschi. Un ruolo abbastanza significativo ai fini della mia superiore capacità di correre lo svolge il mio gluteus maximus. Il gorilla, lo scimpanzè e l’orangutan non hanno sviluppato i glutei, non come me. Quel che mi distingue dai miei fratelli scimmieschi  è la grandezza del mio sedere. Per motivi del tutto comprensibili, noi umani preferiamo concentraci sulla nostra corteccia cerebrale o, al limite, suoi nostri pollici straordinariamente agili. Secondo me però si può sostenerea ragione che il deretano sia il tratto evolutivo principale degli esseri umani: la trasformazione fenotipica decisiva che ha preparato la strada a tutto il resto. Eè il nostro sedere a permetterci di correre eretti, anzichè ciondolare appoggiandoci alle nocche come fanno le scimmie. Va benissimo scendere dagli alberi, ma se si è sprovvisti di sedere, non si può poi fare granchè…
Sono già arrivato all’età in cui, se non corro, il sedere mi scompare. La pancia si ingrossa e il posteriore si appiattisce. Quando non corro, regredisco, almeno sul piano fisico, alla scimmia che sarei stato se l’evoluzione non ci avesse dotato  di un grosso sedere. E’ la corsa tenermi in contatto con il mio più specificatamente umano: il grande deretano…
L’introduzione dell’agricoltura risale soltanto a circa diecimila anni fa. Prima di allora, per un milione e novecentonovantamila anni, siamo stati cacciatori-raccoglitori. Se pensiamo alla specie umana attuale come alle ventiquattro ore di un orologio, il mio io moderno e sedentario, quello che passa buona parte della giornata seduto e mangia cibo coltivato e raccolto da qualcun altro, è nato pochi secondi prima della mezzanotte…
I maschi cacciatori-raccoglitori di norma consumano nell’attività fisica tra le venti e venticinque chilocalorie per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Un lavoratore sedentario di oggi consuma meno di cinque chilocalorie per chilogrammo di peso al giorno. Solo quando vengono introdotte forme di esercizio più sostenute, per esempio una corsa sessanta minuti a una media di dodici chilometri all’ora, cominciamo a riprodurre i livelli di consumo energetico dei nostri antenati dell’età della pietra…
A quanto pare, dobbiamo per forza concludere che non siamo stati progettati per condurre la vita sedentaria di oggi e che siamo mal equipaggiati, almeno sul piano biologico, per affrontarla. E’ una credenza comune, ma errata, tenace e onnipervasiva, ma comunque errata, che i sederi siano fatti per sedersi. Al contrario, pare che siano fatti per correre. Quando viviamo secondo la nostra storia siamo al massimo della felicità e della salute e diventiamo quel che siamo…

13 dicembre 2014

Obesità: se fosse un problema celebrale legato all'appetito e sazietà?

Le cause dell'obesità sono generalmente riconducibili a una normale regolazione da parte dei circuiti celebrali che controllano l'appetito e la sazietà.
In alcuni casi questi sono alterati. Come?

Ora cercherò di spiegarvelo scientificamente nella maniera più semplice possibile...

Grelina: sostanza secreta dallo stomaco prima del pasto
Leptina: Rilasciata nella maggior parte dei casi dalle cellule adipose dopo l'assunzione di cibo.
La prima sostanza rappresenta una segnale di "Fame", mentre la seconda di"Sazietà".
I recettori per queste sostanze sono concentrati in piccoli gruppi di neuroni nell'ipotalamo. Queste cellule sensibili alla grelina e alla leptina modulano l'attività di neuroni che portano alla secrezione di un particolare ormone che regola la sensazione di Fame e Sazietà.

Alcuni studi che attraverso un'analisi genetica di individui con casi estremi di obesità hanno messo in evidenza mutazioni di uno o più geni per la produzione di leptina o per il suo recettore. di conseguenza questi individui hanno uno scarso senso di sazietà dopo i pasti e sono quindi incapaci di regolare l'assunzione di cibo sulla base di segnali che non siano quelli relativi alla distensione gastrica, dolore e osmolarità plasmatica.

Sebbene non esistono al momento soluzioni farmacologiche efficaci, si spera che l'educazione a un corretto regime alimentare e a una vita attiva possano aiutare a combattere questo problema di salute pubblica sempre più comune e spesso non trattabile.

Questa non deve essere una scusa.....ma un motore per prestare più attenzione a quello che si fa e si mangia!

Marchiori M.

25 febbraio 2014

Uomo, via la "pancetta": ecco i nemici a tavola

ROMA Non solo un difetto estetico: per un uomo avere la "pancetta" (circonferenza vita superiore a 100 cm) aumentas ensibilmente la probabilità di essere colpiti da disturbi cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro.
Come combatterla? Cambiando alcune abitudini alimentari come suggerisce "Il ritratto della salute", il quotidiano on line della Società italiana di medicina generale. Vanno portate delle modifiche a quelle che favoriscono l'accumulo di grasso. Ecco quali sono e come sostituirle con scelte più salutari:

DOLCE MATTINO La colazione è un pasto importante, ma riempirsi lo stomaco di dolci non garantisce di non avere più fame fino a pranzo e può anche far crescere la pancia;

GRASSO DELLA CARNE Quantità, metodi di preparazione e qualità della carne minacciano la salute: meglio scegliere tagli magri come filetto e controfiletto, cucinati anche alla griglia;

SPUNTINI Bastano 15 patatine fritte per introdurre 160 calorie. I pop corn senza grassi e poco sale sono addirittura una scelta migliore: 6 porzioni corrispondono a 100 calorie;

FAST FOOD Un hamburger maxi può fornire più di mille calorie (senza dimenticare le patatine fritte). Meglio non esagerare con le dimensioni e scegliere un'insalata come contorno;

PIZZA A rendere la pizza nemica della salute sono gli ingredienti con cui la si farcisce: se una margherita non basta, meglio aggiungere le verdure piuttosto che i salumi;

BIBITE Quando c'è bisogno di energia è preferibile affidarsi a una tazzina di caffè: le binite contenenti caffeina e drink energetici contengono alte quantità di zuccheri aggiunti;

BIRRA Sono circa 150 le calorie fornite da una bottiglia piccola. L'ideale sarebbe tagliare sulle quantità.

Febbraio 2014
Da "Il gazzettino"

18 dicembre 2013

I 10 "Super Cibi" contro lo stress delle feste

Per superare l’inverno e le festività natalizie senza stress e senza strafare con i cibi, può essere d’aiuto l’alimentazione, in particolare i dieci «super-cibi» elencati dai nutrizionisti della Washington University: utili per la salute perché aiutano a riposare meglio e combattono l’ansia che fa mangiare troppo e male, soprattutto nei periodi di festa. 

1. I cereali integrali e il pane integrale;

2. Una tazza di tè caldo;
3. La frutta secca, e in particolare noci, mandorle e pistacchi;
4. I cibi ricchi di vitamina C, come arance, mirtilli e fragole; 
5. Il cioccolato fondente (da assumere nelle giuste porzioni); 
6. Il pesce ricco di grassi Omega-3, come sardine, salmone e tonno; 
7. Una tazza di latte caldo; 
8. Verdure fresche e croccanti, come carote, sedano e insalata; 
9. L'acqua, che d’inverno si tende a trascurare; 
10 L'avocado, ricco di potassio.

I BENEFICI - «Si tratta di cibi che danno un maggiore senso di sazietà e fanno masticare a lungo, riducendo i livelli di ansia e scacciando il desiderio di continuare a mangiare - sottolinea Connie Diekman, direttore del Dipartimento di nutrizione della Washington University -. Mantengono i giusti livelli di zucchero nel sangue, abbassano la glicemia, possiedono effetti antinfiammatori e aumentano i livelli di serotonina che ha riconosciuti effetti calmanti. Infine hanno effetti benefici sulle funzioni cerebrali. Le bevande calde infine facilitano il sonno». Diekman ha invitato gli studenti dell’ateneo a sperimentare i 10 «super-food» durante le vacanze natalizie.


Dicembre 2013

Www.corriere.it

10 dicembre 2013

Spolverare, pulire, stirare: non sono uno sport


Le faccende domestiche non sono un buon sostituto della palestra. Eppure, secondo uno studio pubblicato sulla rivista online BMC Public Health, non sono in pochi a ritenere che pulire i pavimenti, stirare o potare le rose abbia lo stesso effetto di un’ora di jogging o di cyclette. E, sebbene l’indagine sia stata condotta nell’Irlanda del Nord, è molto probabile che un’idea simile sia ben radicata anche da noi, dove, secondo gli ultimi dati Istat, il 40 per cento della popolazione non pratica alcuno sport.

SFORZO INTENSO - «Nell’intento di incoraggiare chi è sedentario a muoversi almeno un poco, molta enfasi è stata posta in questi anni su forme di esercizio fisico che possono essere incluse senza troppi sforzi nella normale routine quotidiana - si legge nello studio -. Questo approccio comprende la promozione del fai-da-te, dei lavori domestici, del giardinaggio, delle piccole riparazioni in casa. Eppure, sebbene ci siano molti studi che hanno associato lo sport a una riduzione della mortalità per tutte le cause, i vantaggi che queste occupazioni possono portare alla salute sono davvero molto dubbi». Diverse ricerche, anzi, dimostrano che qualche beneficio si riscontra soltanto per quei pochi lavori che richiedono uno sforzo fisico intenso - come tagliare l’erba, scavare in giardino o spalare la neve - mentre spazzare, stirare, spolverare o piantare chiodi non darebbe alcun giovamento, né aiuterebbero a tenere sotto controllo l’ago della bilancia.
INDICE DI MASSA CORPOREA - Insomma, avvertono i ricercatori: «Possono essere considerate utili soltanto quelle attività che determinano un’accelerazione della respirazione e del battito cardiaco». La controprova è contenuta nello stesso articolo di BMC Public Health: a una maggiore quantità di tempo trascorsa fra scope, ferri da stiro, pennelli, seghetti e innaffiatoi non corrisponde infatti una migliore forma fisica. Anzi, esattamente il contrario: il valore dell’indice di massa corporea tende a essere maggiore in chi riferisce di essere più spesso occupato nelle attività casalinghe.
Margherita Frontewww.repubblica.it
Novembre 2013

29 novembre 2013

Alimentazione antinfiammatoria e prevenzione dagli infortuni

Il rischio di infortuni nello sport può essere accresciuto dall'infiammazione silente ( o cellulare o sistemica o di basso grado).
Ci sono fattori alimentari che determinano il suo aumento come l'abbondante consumo di Acidi Grassi OMEGA-6 e di cibi amidacei raffinati (ad "alto indice glicemico").
I fattori alimentari che, al contrario tendono a diminuire lo stato infiammatorio dell'organismo sono in particolare gli acidi grassi OMEGA-3 (Presenti in certi pesci) e i polifenoli, le sostanze che danno colore alla frutta e alla verdura. Partendo da ciò, saranno forniti consigli alimentari per diminuire lo stato infiammatorio dell'organismo e per ridurre così il rischio di infortuni da microtrauma ripetuto e da lesioni muscolari.

Quale alimentazione adottare per limitare il rischio di infortuni?

  • Consumare abitualmente pesce (vedi Tabella A) o assumere capsule di olio di pesce concentrato e raffinato.
  • Consumare abitualmente tanta verdura e frutta: una dose abbondante di verdura colorata va assunta a pranzo e a cena; in tali pasti principali (e/o nella prima colazione o negli spuntini) va inserita sempre un po' di frutta, meglio nostrana e di stagione; i frutti di bosco contengono polifenoli molto validi.
  • Ridurre nettamente il consumo gli alimenti ricchi di amidi raffinati, come cerali del mattino, patatine confezionate, merendine e bibite dolci; prendere porzioni limitate di riso, pane bianco, biscotti, dolci e pasta; la tabella B ti permette di calcolare l'indice glicemico di ciò che si mangia.
  • Diminuire il consumo di cibi contenenti oli vegetali o margarine; è sempre bene osservare le etichette dei prodotti e controllare se fra gli ingredienti sono presenti oli vegetali, nel qual caso è meglio evitarlo dal proprio piano alimentare.
  • Ridurre il consumo di grassi saturi, specie nelle parti più palesemente grasse delle carni dei mammiferi di terra; cme fonti proteiche preferite di pesce, le carni bianche e magre, gli affettati magri (bresaola, prosciutto crudo e cotto sgrassati, fesa di tacchino), alcuni formaggi e i prodotti a base di proteine di soia.



Enrico Arcelli e Elena Casiraghi
da Rivita (Scienza e Sport)
Ott-Nov-Dic 2013

12 novembre 2013

EVITA LA SEDIA! Istruzione per il lavoro in ufficio


Stare seduti su una scrivania indebolisce i muscoli della schiena e provoca un irrigidimento di quelli del busto. Quando si corre le braccia si muovono in avanti e dietro rispetto al busto, determinando una rotazione della parte inferiore del corpo, movimento che può causare la sindrome della bendeletta ileotibiale e problemi ai muscoli tibiali e, più genericamente, ai piedi.

Alcuni muscoli delle gambe contengono enzimi che tengono sotto controllo i grassi nel sangue. Ma restano inattivi se si sta seduti a lungo, contribuendo ad aumentare il rischio di malattie cardiache.

Il comportamento sedentario è stato correlato  diverse forme di cancro: seno, colon, polmoni e prostata.

Anche solo 20 minuti accasciati su una sedia aumentano la rilassatezza dei legamenti spinali. Può essere necessaria anche una buona mezz'ora perché la spina riguadagni la sua tonicità, e un core stabile permette al corpo di gestire bene le anche e le gambe.

I muscoli dei glutei (in particolare il gluteo medio) si allungano se si resta seduti a lungo e questo interferisce con la loro capacità di contrarsi efficacemente e di stabilizzare il bacino mentre si corre. Altri muscoli e tendini tendono a indebolirsi, causando ai runner fastidi di vario genere, compreso l'irrigidimento dei posteriori della coscia, la sindrome della benedeletta ileotibiale, dolori alle ginocchia ed eccessiva pronazione.

Quando ci si parcheggia su una sedia, i flessori dell'anca si irrigidiscono, riducendo l'ampiezza del movimento e togliendo alle anche la capacità di aprirsi, di controllare le ginocchia e di produrre energia.

Selene Yeager
da rivista "Runners"
novembre 2013

4 novembre 2013

Tifosi e cibo, il 'dramma' del lunedì: chi ha perso mangia di più e peggio

Un ricerca Usa durata due anni ha preso in esame i comportamenti di 726 fan di squadre della Nfl, scoprendo che, dopo "ogni maledetta domenica", ci sono evidenti differenze nell'alimentazione tra chi ha celebrato una vittoria (e mangia bene) e chi ha incassato una sconfitta (e si consola 'dopandosi' con junk-food).
Il malumore post-sconfitta - In generale, chi perde prova un senso di frustrazione e di insicurezza che tende a superare adottando, per sfogarsi, un comportamento 'vietato'. Al contrario, chi ha la soddisfazione di veder vincere la propria squadra, tende a sentirsi più fiducioso e ad avere un maggiore autocontrollo, anche sul comportamento alimentare. "Dopo una partita finita male, i tifosi più sfegatati possono vivere una sorta di depressione post-sconfitta che crea un circolo vizioso", dice l'esperto. Così, mangiare patatine fritte, snack e vari altri cibi- spazzatura (junk food) accompagnati da alcolici e sigarette diventa una routine che crea anche una sorta di dipendenza.

Di più e peggio - Dallo studio americano è emersa una netta differenza soprattutto nel consumo di grassi: i tifosi della squadra che aveva perso, in media, aumentavano il quantitativo di grassi saturi del 28%, mentre gli altri solo del 16%. Dunque, i tifosi delusi non vanno in cerca di dolci per consolarsi, ma preferiscono i grassi. Come mai? "I cibi ricchi di grassi saturi danno un effetto un po' dopante, con una  sensazione di energia che tira su di morale", spiega Rispoli.
Meglio la cioccolata - Un consiglio più pratico per chi segue il campionato di calcio? "Piuttosto che gli snack salati e grassi, meglio un po' di cioccolato fondente che non contiene grassi saturi, è un antiossidante e regala euforia", suggerisce lo psicoterapeuta. Ne bastano 30 grammi da mangiare anche ogni giorno, purché sia fondente.

Irma D'AriaDa repubblicaOttobre 2013



Il mio consiglio: meglio "smaltire"rabbia,stress e frustrazioni con un po'di attività fisica!!



30 ottobre 2013

Le VERE cure per prevenire e combattere la Stitichezza (Seconda Parte)


(Seconda Parte)
COMBINAZIONI ALIMENTARI
Non tutti gli alimenti sono digeriti negli stessi tempi e con le stesse modalità.
Gli enzimi (sostanze prodotte dalle ghiandole digestive, siano esse salivari, gastriche, pancreatiche, intestinali,etc) sono in grado di demolire i legami chimici fra i costituenti del cibo, ma non in modo indiscriminato.
Non è inoltre indifferente, ai fini di una buona e rapida digestione, il grado di acidità dell'ambiente (bocca, stomaco,etc) dove avviene la reazione: alcuni enzimi lavorano meglio in ambiente alcalino, altri viceversa in ambiente acido.
Da queste brevi considerazioni relative alla fisiologia della digestione, risulta evidente la necessità di saper combinare bene i cibi in uno stesso pasto, in modo da garantirne una digestione che sia il più possibile rapida e soddisfacente, al fine di mettere a disposizione dell'organismo tutte le sostanze nutrizionali presenti nell'alimento.
Vista l'ampia scelta dei cibi, sembrerebbe difficile risolvere con semplicità questo problema. In realtà le attenzioni da avere si riducono a poche e chiare limitazioni che verranno elencate di seguito.

Cibi proteici con cibi amidacei
Si tratta di evitare la compresenza nello stesso pasto, del cosiddetto "primo" (pasta, riso) con il "secondo" (carne, pesce, uova, formaggi, ecc.); infatti la digestione dei cereali, prevalentemente amidacei, avviene in bocca (ambiente alcalino) per opera della ptialina salivare, mentre la digestione del cibo proteico si compie nello stomaco (ambiente acido) per opera della pepsina.

Cibi proteici diversi
Lo stomaco è in grado di produrre succhi gastrici diversi e con picchi di acidità in tempi differenziati. Infatti i cibi proteici (carne, uova, formaggi) non sono mai composti di sole proteine, ma anche di grassi e carboidrati in proporzioni variabili. A questa variabilità del singolo alimento ben si adatta lo stomaco, producendo succhi precocemente o tardivamente acidi, secondo il caso. Questa adattabilità non è invece possibile quando nello stesso pasto sono presenti carne e formaggio, uova e formaggio, carne e legumi.

Zucchero e frutta con cibi amidacei o proteici
L'abitudine di mangiare dolci alla fine del pasto impedisce un'efficace motilità e secrezione gastrica, inibendo anche la produzione di ptialina salivare: la digestione ne risulta quindi rallentata e difficoltosa.
La frutta, specialmente quella molto sugosa e zuccherina, assunta alla fine del pasto staziona per un lungo periodo nello stomaco, invece di venire rapidamente digerita e assorbita, innescando facilmente fastidiosi fenomeni fermentativi.

Bevande o cibi acidi con cibi proteici o amidacei
Il vino, le bevande gassate, il limone, l'aceto, i sottaceti, se assunti in quantità eccessiva sono in grado di inattivare la ptialina salivare (e quindi di impedire o rallentare la digestione amidacea), nonchè di ostacolare una efficace secrezione gastrica acida (indispensabile per la digestione proteica).

da "Prevenire e combattere la stitichezza) di Paolo Pigozzi, ed. Giunti


25 ottobre 2013

Le VERE cure per prevenire e combattere la stitichezza (Prima Parte)

(Prima Parte)
ALIMENTAZIONE CORRETTA
L'alimentazione corretta è senz'altro la base di una strategia anti-stitichezza, sia in senso preventivo che terapeutico. Le caratteristiche di una dieta che favorisce la stitichezza sono la carenza di fibre vegetali e di acqua, l'assunzione eccessiva di proteine animali e di cibi impoveriti e sterilizzati dall'industria alimentare.
Le linee guida di un'alimentazione preventiva e terapeutica saranno ovviamente di indirizzo opposto:

  • Consumo adeguato di frutta fresca cruda, lontano dai pasti principali;
  • Consumo a pranzo e a cena, di un abbondante antipasto a base di verdure crude miste;
  • Introduzione sistematica dei cereali integrali: riso integrale, pasta integrale, ma anche avena, orzo, miglio, ecc.
  • Riduzione drastica dei prodotti animali, fino all'eliminazione (temporanea) della carne e del pesce; è comunque consigliato non consumare cibi proteici più di una volta durante l'arco di tutta la giornata;
  • Alternanza degli alimenti proteici animali con cibi ricchi di proteine vegetali e di fibre, come i legumi (fagioli, lenticchie, piselli, fave, ceci) o la frutta oleosa (noci,mandorle,nocciole).
  • Uso delle erbe aromatiche (alloro, salvia, rosmarino, menta, origano,maggiorana, prezzemolo, timo ecc.) sia su cibi crudi e cotti anche in infusione alla fine del pasto: la loro azione antifiammatoria e antiputrefattiva è spesso accompagnata da una migliore motilità gastrointestinale;
  • Consumo di alimenti molto ricci di fermenti e di flora batterica come il lievito di birra, lo yogurt e le verdure lattofermentate (crauti);
  • Consumo di pasti composti da un unico piatto base (o il cosiddetto "primo" o cosiddetto "secondo") accompagnato da contorni di verdure soprattutto crude, in modo tale da evitare le associazioni inopportune fra cibi aventi esigenze digestive diverse e gli eccessi fermentativi che ne derivano.
da "Prevenire e combattere la stitichezza" di Paolo Pigozzi, ed. Giunti

22 ottobre 2013

Peso: i ragazzi sono più in forma dei loro genitori



Prendiamo esempio dai giovani: mentre il luogo comune vuole che mangino male, e non conoscano i principi di una sana alimentazione, sono invece molto più in forma dei loro padri e delle loro madri.

 Secondo un'indagine dell'Osservatorio Nestlè-Fondazione ADI, infatti, il 66 per cento dei ragazzi italiani tra i 16 e i 34 anni è normopeso, contro il 44,6 per cento delle persone tra i 45 e i 65 anni. I dati sono stati presentati oggi a Lecce in occasione del XV Corso Nazionale  ADI (ssociazione di Dietetica e Nutrizione clinica).

'Abbiamo l'impressione - commenta Giuseppe Fatati, presidente Fondazione ADI e coordinatore scientifico dello studio - che le tante iniziative di sensibilizzazione ai corretti stili di vita comincino ad avere qualche successo. Purtroppo le buone abitudini sembrano limitate ai più giovani e non coinvolgono proprio le persone più a rischio, in relazione all'età, di malattie metaboliche e patologie cardiovascolari. I giovani cominciano a dare il buon esempio; la speranza è che questo trend possa in tempi brevi coinvolgere anche i meno giovani''.

Un altro dato ''incoraggiante'' dello studio è la diminuzione degli italiani sedentari (31% rispetto al 35% dello scorso anno); sono in aumento invece le persone che saltano i pasti (29%, contro il 26% del 2012), e in diminuzione le persone che fanno un pasto completo: ''Quest'anno sono il 15% del campione, contro il 23% dello scorso anno''. La cena, comunque, è vista quasi da tutti come un momento casalingo (93%), e da trascorrere con la famiglia e gli amici (86%).
www.scienza.panorama.it

11 ottobre 2013

L'allenamento al femminile: What Women Want?

WhatWomenWant? - Dedicato a tutte le donne che vogliono essere toniche
WhatWomenWant? - Dedicato a tutte le donne che vogliono essere toniche
WhatWomenWant? - Dedicato a tutte le donne che vogliono essere tonicheVi è una soglia di intensità al di sopra della quale si ottengono risultati notevoli e sotto la quale il miglioramento è nullo; questo dato va personalizzato nel caso specifico con il proprio Personal trainer. In linea di massima sarebbe meglio distribuire la seduta allenante su di un circuito particolarmente incline a sollecitare alcuni punti specifici "cosce in generale, interno gamba, glutei, tricipiti" con metodo di sovraccarico, senza paura degli aumenti di forza con grossi carichi. Per i sempre più frequenti problemi di ristagno dei liquidi nella parte inferiore del corpo, è consigliabile a metà della seduta eseguire per qualche minuto una postura "sdraiata, supina con le gambe alte in appoggio" e rovesciare l'ordine di esecuzione degli esercizi, iniziando con il distretti corporei inferiori, per progredire salendo verso l'alto. Proporre al termine della seduta l'esecuzione di alcuni minuti di blanda attività aerobica, utile al fine di smaltire l'eccesso di acido lattico. In realtà, in ogni attività sportiva ad alto impatto, spesso i problemi sorgono, più che per l'€™elevata intensità dei carichi, per la tecnica di esecuzione inadeguata e le posture sbagliate assunte durante la realizzazione degli esercizi. A maggior ragione quindi, postura e tecnica esecutiva dovranno essere curate fin nei più minimi dettagli, soprattutto in questo genere di seduta allenante.
Potrebbe interessarti:http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/tonificazione-donne.htmlinteressarti:http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/tonificazione-donne.html? - Dedicato a tutte le donne che vogliono essere toniche

Alla luce di quanto scritto fin qui, possiamo parlare di pratica in palestra: vi è una soglia di intensità al di sopra della quale si ottengono risultati notevoli e sotto la quale il miglioramento è nullo; questo dato va personalizzato nel caso specifico con il proprio Personal trainer. In linea di massima sarebbe meglio distribuire la seduta allenante su di un circuito particolarmente incline a sollecitare alcuni punti specifici (cosce in generale, interno gamba, gluteitricipiti) con metodo di sovraccarico, senza paura degli aumenti di forza con grossi carichi. Per i sempre più frequenti problemi di ristagno dei liquidi nella parte inferiore del corpo, è consigliabile a metà della seduta eseguire per qualche minuto una postura "sdraiata, supina con le gambe alte in appoggio" e rovesciare l'ordine di esecuzione degli esercizi, iniziando con il distretti corporei inferiori, per progredire salendo verso l'alto. Proporre al termine della seduta l'esecuzione di alcuni minuti di blanda attività aerobica, utile al fine di smaltire l'eccesso di acido lattico. In realtà, in ogni attività sportiva ad alto impatto, spesso i problemi sorgono, più che per l'€™elevata intensità dei carichi, per la tecnica di esecuzione inadeguata e le posture sbagliate assunte durante la realizzazione degli esercizi. A maggior ragione quindi, postura e tecnica esecutiva dovranno essere curate fin nei più minimi dettagli, soprattutto in questo genere di seduta allenante.
WhatWomenWant? - Dedicato a tutte le donne che vogliono essere toniche

8 ottobre 2013

La temperatura dell'olio che fuma

Se scaldiamo l'acqua fino alla sua temperatura di ebollizione, si trasforma in vapore. Questo processo fisico è familiare a tutti e sfruttano in cucina in molti processi di cottura. Non tutti i liquidi però si comportano in questo modo, e gli oli sono un'eccezione importante.
Il processo culinario che mette più a dura prova la stabilità di un olio è sicuramente la frittura. Quando riscaldiamo un olio ad alte temperature l'esposizione all'ossigeno dell'aria e la presenza del cibo possono innescare un processo di degradazione ossidandolo e formando sostanze nocive. Più la temperatura è alta,più l'ossidazione è veloce. Anche un uso prolungato può degradare notevolmente un olio, e questo è il motivo per cui in una friggitrice l'olio andrebbe cambiato periodicamente, e non rabboccato.
Oli con una composizione chimica diversa si ossidano in maniera diversa. Quelli ricchi di grassi polinsaturi, come l'olio di mais o quello di soia, si degradano più rapidamente rispetto a quelli ricchi di grassi monoinsaturi come gli oli di oliva, nocciole o arachidi, in prevalenza composti da acido oleico. In più l'olio extravergine, non essendo stato raffinato, contiene molecole che agiscono da antiossidanti ritardandone la degradazione. Ancora più stabili sono gli oli contenenti molti grassi saturi, come l'olio di palma e lo strutto. Il loro uso tuttavia andrebbe limitato perché un loro eccessivo consumo può avere conseguenze negative sulla salute. Scaldando un olio a una certa temperatura comincerà a produrre fumo in modo continuo, molto prima che inizi a bollire. A questa temperatura, chiamata "punto di fumo", la glicerina si stacca dagli acidi grassi e si producono fumi tossici contenenti sostanze nocive come l'acroleina.
La temperatura tipica di una frittura è di circa 180 gradi. A temperature più basse il cibo si impregna di olio, mentre a temperature più alte rischia di bruciare velocemente. E' importante quindi che l'olio scelto abbia un punto di fumo ben superiore alla temperatura di frittura. Spesso si sente dire che l'olio extravergine di oliva ha un punto di fumo elevato,ma questo non è vero.
Una buona alternativa all'olio extravergine di oliva può essere l'olio di arachidi, il cui punto di fumo supera i 210 gradi.

Dario Bressanini
Le scienze 
Ottobre 2013


1 ottobre 2013

Gonfiore addominale: cause e rimedi

In molte situazioni si presenta un gonfiore addominale che non sempre è accompagnato da un vero e importante sovrappeso globale. I fattori responsabili di questa situazione sono molteplici, alcuni strettamente ormonali, altri di origine psicosomatica e gastrica che vanno dalle coliti alle gastriti. Il gonfiore può, inoltre, essere dovuto a intolleranze alimentari. Fra gli alimenti più frequentemente colpevoli di questa sindrome ci sono tutti i lieviti (pane/pizza,ecc.), bevande gasate, latte e derivati, legumi.
Molte forme di gonfiore originano a livello del colon, dove alterazioni della flora batterica e anomalo funzionamento delle capacità legate all'utilizzo di azoto e zolfo (condizioni anaerobi che) creano situazioni di squilibrio. Il rapporto fra poliammine anaboliche, quelle cataboliche e gli acidi grassi volatili può determinare una complessa serie di situazioni che si ripercuotono su molteplici funzioni organiche (ad es. I livelli di serotonina, somatostatina, glucagone), ma nel dettaglio anche nella situazione addominale.
La predominanza di acido acetico (solitamente legato a uno squilibrio degli zuccheri) può determinare un gonfiore che può essere combattuto utilizzando sempre la verdura prima del pasto; in questo caso il gonfiore si presenta più marcato durante il giorno mentre al mattino l'addome è piatto. Se prevale l'acido propionico ( caratteristico di squilibri a carico della digestione proteica) è facile che il gonfiore sia permanente e che per alcuni giorni sia suggeribile evitare completamente l'uso di frutta e verdura (magari usando dei centrifugati e escludendo le fibre). Questi accorgimenti, insieme all'uso di probiotici e giusti fermenti, alla certezza che non ci sia presenza di elicobacter pilori, e alla regolarizzazione dello stile di vita cercando di diminuire gli stimoli stressanti dà solitamente importanti risultati su queste forme di inestetismo addominale.
Un forte effetto antifermentante (e quindi il contrasto al gonfiore) viene dato dall'uso del finocchio e del carbone vegetale.
Ci possono essere poi situazioni più o meno patologiche legate a sintomatologie di colite, colon irritabile, ecc.
Ricordiamo anche che l'eccesso di produzione insulinica porta rapidamente ad accumulo di grasso prevalentemente in zona addominale e contribuisce al gonfiore generale. Discorso analogo anche per il cortisolo e prolattina, che in modo diverso e in differenti zone corporee ( tipo schiena o pettorale) danno sintomatologie di gonfiore e accumulo di liquidi e grasso.

Da "alimentazione fitness.e salute" di Marco Neri,Alberto Mario Bargossi, Antonio Paoli, ed Elika.

24 giugno 2013

Diabete: l'esercizio fisico 'allena' il grasso e lo rende 'buono' per il metabolismo

L'esercizio fisico può "allenare" il grasso e renderlo buono in modo che provochi un miglioramento del metabolismo. È quanto emerso da due nuovi studi condotti sia sui topi che sulle persone e presentati oggi al 73° Congresso dell'American Diabetes Association (Ada) in corso a Chicago fino al 25 giugno. Attraverso questi studi, finanziati dall'Ada e dal National Institutes of Health, si è scoperto che nei topi che si erano esercitati sulla ruota per 11 giorni e negli uomini che avevano svolto 12 settimane di allenamento sulla cyclette si è verificato un imbrunimento del tessuto adiposo bianco, che ha poi provocato dei profondi cambiamenti nel modo in cui il grasso stesso si "comporta" all'interno del corpo.

Il grasso bruno, infatti, è metabolicamente più attivo rispetto a quello bianco che si forma quando facciamo vita sedentaria. "I nostri risultati dimostrano che l'esercizio non ha effetti benefici soltanto sui muscoli, ma anche sul grasso" ha spiegato Kristin Stanford del Joslin Diabetes Center di Boston. "E' evidente che quando il grasso si allena diventa bruno e metabolicamente più attivo".

"Allenare" il grasso.
 Dunque, lo svolgimento di un'attività fisica costante - da sempre ritenuta fondamentale per la prevenzione ma anche per la cura del diabete - diventa ancor più strategica per questa malattia cronica che riguarda 371 milioni di persone in tutto il mondo e 3,3 milioni di italiani. "Abbiamo sempre saputo che l'esercizio fisico è importante - conferma Laurie Goodyear della Harvard Medical School - ma ciò che abbiamo dimostrato con questi studi è l'effetto positivo che svolge sul grasso. Non si tratta del grasso addominale che è quello cattivo e può causare diabete o altre forme di insulino-resistenza. Si tratta piuttosto del grasso sottocutaneo che in seguito al movimento si adatta, scatenando un effetto metabolico positivo".

Gli studi nei topi hanno dimostrato che il grasso bruno è associato a un miglioramento della composizione corporea, a una diminuzione della massa grassa e a una maggior sensibilità all'insulina. Dunque, anche se non si perde peso, in realtà facendo ginnastica si allena il proprio grasso a diventare metabolicamente attivo e, quindi, a produrre risultati positivi per la nostra salute.

La terapia del movimento. Di recente anche due studi italiani, uno dell'università di Perugia e l'altro dell'università La Sapienza di Roma, hanno dimostrato che per prevenire il diabete è sufficiente camminare 150 minuti alla settimana. E anche nei pazienti con diabete di tipo 2 l'attività fisica migliora il controllo glicemico e riduce il rischio per malattia cardiovascolare. Si è visto che l'esercizio aerobico, come camminare a passo svelto, la corsa o la bicicletta, serve a ridurre il peso, in particolare la massa grassa addominale, migliorae l'efficienza del sistema cardiovascolare, il controllo metabolico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare.

L'esercizio di resistenza, come il sollevamento pesi o gli esercizi con bande elastiche, invece, serve ad aumentare la forza muscolare e quindi a prevenire infortuni e cadute, ad aumentare la massa muscolare e di conseguenza il metabolismo basale, cioè la spesa energetica a riposo e a ridurre la glicemia.

L'educazione terapeutica. Da anni ormai gli specialisti sostengono la necessità di un approccio terapeutico che non sia più soltanto farmacologico, ma basato sull'educazione terapeutica. "Come per tutte le malattie croniche, anche per il diabete è fondamentale che il paziente sia educato a gestire la propria patologia sia imparando a misurare la glicemia e a prendere i farmaci, ma anche imparando cosa mangiare e come fare attività fisica", spiega Nicoletta Musacchio, responsabile dei servizi di diabetologia degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, che da anni si occupa di educazione terapeutica.

Per raggiungere questo obiettivo, servono modelli organizzativi che prevedano un vero e proprio percorso di addrestamento che serve al paziente per imparare a gestire la malattia ed ai medici per personalizzare sempre di più le terapie. La necessità di "cucire su misura" la cura del paziente diabetico è stata ribadita anche dall'Ada. "Le indicazioni date agli specialisti sono molto precise: è necessario fenotipizzare il paziente. Questo vuol dire considerare non solo il diabete ma il quadro generale, cioè l'età, le altre patologie presenti e il tipo di vita che si conduce", conferma Musacchio.


www.repubblica.it
22 giugno 2013

21 giugno 2013

Perchè si ingrassa?

La moderna scienza dell'alimentazione ha accertato come non sempre l'aumento di grasso corporeo sia solamente legato a un' Iperalimentazione.
Le motivazioni sono sia di ordine fisiologico che psicologico:

  • Numero di cellule adipose ereditate o sviluppate dalla gestazione all'età evolutiva;
  • Assetto ormonale della tiroide, degli androgeni e del sistema simpatico;
  • Sensibilità agli sbalzi glicemici e insulinici;
  • Desensibilizzazione agli stimoli di sazietà a livello dell'ipotalamo;
  • Situazione umorale, psicologica, caratteriale (insoddisfazione e mancanza di auostima);
  • Squilibri alimentari, sia qualitativi che quantitativi, e di distribuzione oraria;
  • Alti livelli di stress con ricerca di gratificazione e cortisolemia;
  • Ipocinesi e bassi livelli di tessuto muscolare. La sedentarietà può far rallentare una parte degli enzimi deputati alla lipolisi;
  • Presenza di eventuali intolleranze e allergie.
Una volta acquisita questa consapevolezza, si dovrebbe agire cercando di creare una situazione che si raffigura e tiene conto di questi punti:
  • Ciò che conta è la qualità e n on la quantità dei cibi;
  • Non tutte le calorie sono uguali: cibi diversi hanno riscontri metabolici diversi;
  • Non tutti i momenti del giorno sono uguali per assumere determinati alimenti;
  • Il numero dei pasti influenza i livelli glicemici e la tendenza ad accumulare il grasso;
  • Il carena calorica il corpo tende a distruggere massa magra;
  • Ogni persona ha un suo peso forma determinato dalla struttura scheletrica, dal muscolo.
  • Necessità di aumentare l'autostima e la gratificazione;
  • Attività fisica mirata a migliorare la massa magra e il metabolismo.
Punta chiave risulta, comunque, riassunto in questo motto:

Non è importante mangiare di meno, ma consumare di più.


da"Alimentazione Fitness e Salute" di Marco Neri, Alberto Mario Bargossi, Antonio Paoli, ed. Alika