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13 aprile 2016

Allenamento TABATA: istruzioni per l'uso

Tabata è un protocollo di allenamento ideato dal dott. Tabata,; grazie a questa metodica si è potuto verificare che in circa 6 settimane la capacità aerobica migliora notevolmente e incrementa la capacità di consumare ossigeno anche dopo lo svolgimento di attività fisica (EPOC).

L’utilizzo di tale metodo di allenamento comporta la diminuzione della massa grassa, quindi può servire a coloro che desiderano perdere qualche chilo di troppo..
L’allenamento consiste nell'alternare 20 secondi di lavoro ad alta intensità a 10 secondi di pausa per un totale di 4 minuti.
I 10 secondi di pausa servono all'organismo per smaltire l'acido lattico prodotto durante i 20 secondi ad alta intensità. 

Il programma di allenamento prevede di partire con un solo circuito svolto nella modalità sopra indicata, poi più si migliora più verranno intensificati i circuiti. Per questo motivo vi consiglio di fare una visita dal medico per valutare il vostro stato di salute iniziale.
Per comprendere se è ora di incrementare e variare i circuiti, bisogna arrivare alla fine del circuito poco affaticati. L’obiettivo di questo protocollo è infatti portare ad esaurimento il gruppo muscolare allenato.

Negli ultimi anni il Tabata si è diffuso in modo molto veloce nell'ambito del fitness, ma non tutti sono in grado di gestire una seduta in quanto non si conoscono bene gli esercizi da fare durante il circuito di 4 minuti. 
Solitamente vengono fatti esercizi multi articolari come squat e burpees.

Esistono molte applicazioni su smartphone che aiutano nell’allenamento dando il via alle ripetizioni oppure attraverso la musica ti dicono la velocità di ripetizione come:
  • Tabata timer
  • Tabata Pro
  • H.i.i.t. timer (per apple).
Se non vi è chiaro come funziona il Tabata, vi consiglio di guardare il nostro video:
https://www.youtube.com/watch?v=po5HC22vpSU

Martina Marchiori
Giulia Cavaliere


14 marzo 2016

Caffè e allenamento: si può?

La caffeina è una sostanza stimolante del sistema nervoso centrale, migliora i riflessi e la contrazione muscolare. La possiamo trovare nel caffè stesso, the, coca cola e cioccolato. 
Può avere dei vantaggi per gli sportivi, in quanto associata ad una buona dieta e a dello sport ha effetti positivi come:
Stimolazione del metabolismo basale;
Aumento della concentrazione;
Aumento della frequenza cardiaca.

Ma non sempre ciò può essere considerato un fattore positivo per l'uomo, perchè l'assunzione di grandi quantità di caffè può:
Essere considerata dopante nello sport;
Aumentare lo stato infiammatorio generale;
Provocare ulcera, gastrite e reflusso gastroesofageo.

Quest'ultimo aspetto può presentarsi perchè nello stomaco viene prodotta una sostanza secreta  dalla mucosa: il succo gastrico composto da sali, muco, acqua, enzimi digestivi e acidi cloridrico ha un'alta concentrazione acida, che scontrandosi con il ph acido della caffeina,può provocare delle lesioni alla parete gastrica (es.ulcere), se l'assunzione giornaliera supera il valori stabiliti dal LARN (istituto che si occupa dei Livelli di Assunzioni di Riferimento di Nutrienti ed energia).


Prendere una tazza da caffè prima dell'allenamento può essere d'aiuto per tutti gli sportivi soprattutto se a digiuno, specialmente per coloro che hanno qualche chilo di troppo e vogliono liberarsene. 
Attenzione.... Perchè bere caffeina non è la soluzione. Il vero cambiamento è associare ad una dieta ipocalorica l'attività fisica per indurre un miglioramento del peso. 

Martina Marchiori 
Giulia Cavaliere


28 aprile 2015

SCAPPATE DALLA BILANCIA!

Sia che abbiate deciso di perdere qualche chilo prima dell'estate, sia che vogliate diventare padroni del vostro benessere eliminando il grasso in eccesso, il ricorso all'uso della bilancia potrebbe essere controproducente.
La maggior parte delle bilance misurano il peso corporeo senza distinguere i tessuti che compongono quei chili. Questo può significare che quei numeri potrebbero rimanere uguali, o addirittura salire, nonostante stiate mangiando diversamente oppure abbiate aumentato la pratica di attività fisica.

A cosa è bene affidarsi allora?

1. METRO DA SARTA: Tornate alle vecchie maniere e misurate i vostri cambiamenti con il metro a nastro soprattutto in quelle aree in cui si tende ad accumulare grasso (fianchi, cosce, glutei e addome); misurate sempre nello stesso punto per avere un dato fedele.

2.BIOIMPEDENZIOMETRIA: se siete particolarmente interessati alla quantità di massa magra e massa grassa, esistono degli strumenti che vi possono fornire una lettura abbastanza precisa del vostro profilo. Una soluzione sono le macchine che misurano con la bioimpedenziometria che sfrutta come principio la trasmissione di una piccola quantità di pulsazioni elettriche attraverso il corpo; in base a come viene trasmesso questo segnale, la macchina è in grado di discriminare la qualità del tessuto.

3. ALLE VOSTRE SENSAZIONI: non trascurate il miglior metro di giudizio che esista: voi stessi. Come vi sentite è un validissimo metro di misura per controllare i vostri progressi. Se vi sentiti pieni di energia e in forma significa che i vostri sforzi vi stanno ripagando.

e per essere ancora più precisi...

4. UN ESPERTO: che sia un Nutrizionista, un Dietologo o un Trainer.. questi professionisti vi potranno condurre ai vostri obiettivi creano un programma su misura per le vostre esigenze.

Mi raccomando: non pensate al vostro corpo solo quando arriva l'estate. Raggiungete il vostro benessere sempre... solo così potrete vivere meglio. Sia con il vostro corpo che con la mente.

Marchiori Martina



13 dicembre 2014

Obesità: se fosse un problema celebrale legato all'appetito e sazietà?

Le cause dell'obesità sono generalmente riconducibili a una normale regolazione da parte dei circuiti celebrali che controllano l'appetito e la sazietà.
In alcuni casi questi sono alterati. Come?

Ora cercherò di spiegarvelo scientificamente nella maniera più semplice possibile...

Grelina: sostanza secreta dallo stomaco prima del pasto
Leptina: Rilasciata nella maggior parte dei casi dalle cellule adipose dopo l'assunzione di cibo.
La prima sostanza rappresenta una segnale di "Fame", mentre la seconda di"Sazietà".
I recettori per queste sostanze sono concentrati in piccoli gruppi di neuroni nell'ipotalamo. Queste cellule sensibili alla grelina e alla leptina modulano l'attività di neuroni che portano alla secrezione di un particolare ormone che regola la sensazione di Fame e Sazietà.

Alcuni studi che attraverso un'analisi genetica di individui con casi estremi di obesità hanno messo in evidenza mutazioni di uno o più geni per la produzione di leptina o per il suo recettore. di conseguenza questi individui hanno uno scarso senso di sazietà dopo i pasti e sono quindi incapaci di regolare l'assunzione di cibo sulla base di segnali che non siano quelli relativi alla distensione gastrica, dolore e osmolarità plasmatica.

Sebbene non esistono al momento soluzioni farmacologiche efficaci, si spera che l'educazione a un corretto regime alimentare e a una vita attiva possano aiutare a combattere questo problema di salute pubblica sempre più comune e spesso non trattabile.

Questa non deve essere una scusa.....ma un motore per prestare più attenzione a quello che si fa e si mangia!

Marchiori M.

8 settembre 2014

Dialogo tra due cervelli: Intestino e encefalo

Vi è mai capitato in seguito a un'emozione di paura di avere un "blocco allo stomaco"? Quando avete mal di pancia riuscite a lavorare e svolgere le vostre attività quotidiane in assoluta libertà?
E' noto quanto possono pesare lo stress, le emozioni negative sulla salute dello stomaco e dell'intestino.
Vediamone il motivo.

Nell'intestino troviamo una rete nervosa di oltre cento milioni di neuroni che gestiscono le attività enteriche e che si collegano al cervello attraverso il sistema nervoso vegetativo.
Il primo cervello può alterare il normale funzionamento del secondo, interferire con i suoi ritmi e, per questa via, disturbare la peristalsi, la produzione di acidi, di ormoni e di citochine. Ma è vero anche il contrario: le connessioni che dal cervello enterico vanno al a quello centrale sono più numerose di quelle che fanno il viaggio inverso. Questo significa che disordini intestinali possono produrre i loro effetti sul cervello centrale.

Un ruolo importantissimo viene svolto dalla SEROTONINA, una molecola conosciuta per il suo legame con la depressione. Si sa che una sua carenza può comportare depressione, tant'è che i farmaci antidepressivi moderni funzionano perché ne aumentano la sua disponibilità. Meno noto è il fatto che il 95% della serotonina viene prodotto dall'intestino
A cosa serve la serotonina nella pancia? A iniziare il riflesso peristaltico,  a mantenere il tono vascolare, insomma a regolare i movimenti e l'attività digestiva. Allo stesso tempo, funge da segnale al cervello: segnali positivi come la sazietà e negativi come la nausea.

Questo ci fa capire come una corretta alimentazione possa comportare non solo uno stato di benessere fisico, ma anche psichico. Di conseguenza, pensieri positivi ci permettono di svolgere le nostre funzioni vitali nella maniera più economica e funzionale possibile.

Ricordate che: "I farmaci curano, la dieta fa guarire" cit. Fondatore Medicina Cinese

Martina Marchiori 






22 maggio 2014

Perché integrare l'alimentazione?

La supplementazione negli ultimi anni sta diventando uno strumento indispensabile per assicurare al nostro organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno; la necessità di integrare l'alimentazione con opportuni supplementi è supportata da più motivazioni: prima tra tutte è la qualità degli alimenti (che le moderne tecniche di coltura hanno reso più poveri in vitamine e minerali rispetto a quelli reperibili in passato), ulteriormente aggravata dal fatto che il loro consumo avviene di norma molti giorni dopo la raccolta, aspetto che ne riduce le qualità nutrizionali.
Lo stile di vita frenetico, inoltre, porta molte persone a consumare pasti veloci e non equilibrati, quando non a saltare i pasti; si aggiungano poi i rischi, tipici durante bella stagione, che derivano dal ricorso a diete "fai da te" che promettono di ottenere risultati miracolosi in poche settimane proponendo modelli nutrizionali scorretti.

Le vitamine così come i sali minerali sono essenziali per le normali funzioni biologiche: le vitamine del gruppo B sono importanti per il corretto metabolismo di carboidrati, lipidi, proteine e ferro, la vitamina C è un ottimo agente antiossidante ed è fondamentale per mantenere in buono stato il sistema immunitrario, il calcio è utile per la neurotrasmissione, il processo di divisione cellulare e per il tessuto osseo, il cromo è indispensabile per il mantenimento dei normali livelli di glucosio, il ferro contribuisce al metabolismo energetico, al trasporto di ossigeno, alla riduzione della stanchezza e della fatica, potassio e magnesio sono indicati per il mantenimento di un buon bilancio idrosalino e sono implicati nelle normali funzioni muscolari, cardiache, neurologiche e gastrointestinali.
Una corretta supplementazione di vitamine e sali minerali può quindi dimostrarsi utile in caso di sintomatologia vaga, stanchezza persistente, alterazione del metabolismo energetico o del pH extracellulare, sbilanciamento idrosalino, utilizzo cronico di farmaci.


Dario Boschiero, Laura Converso 

6 marzo 2014

CHI NON SI SPEZZA SI PIEGA: come prevenire il mal di schiena

Il mal di schiena è uno di disturbi più diffusi nell'epoca moderna. Le più frequenti cause di questo malessere sono il mantenimento di una postura scorretta, la tensione muscolare dovuta allo stress, il sovrappeso, una vita sedentaria, l'eccesso di freddo e l'umidità.
Il dolore può colpire sia la parte alta che quella bassa del dorso e può essere irradiato al gluteo fino a comportare un vero e proprio blocco della persona.
La prevenzione al mal di schiena è raggiungibile mediante l'adozione di alcuni comportamenti: praticare attività fisica, seguire una dieta in caso di sovrappeso e cercare di ridurre, per quanto possibile, lo stress.
L'attività fisica deve essere regolare e non intensa, si consiglia di praticare yoga oppure stretching che, se costanti, consentono di rendere più flessibile la colonna alleviando il dolore.
In caso di dolori intensi potete applicare del ghiaccio (non a diretto contatto con la pelle) e poi effettuare degli impacchi con un panno imbevuto nell'acqua calda sulla zona da trattare. 
Evitate di mantenere a lungo delle posizioni scorrette e utilizzate delle calzature idonee sia per lo svolgimento dell'attività fisica, sia per la vita di tutti i giorni.
Per le donne che indossano dei tacchi, non sceglieteli troppo alti e appena potete cerate di appoggiare bene la pianta del piede a terra per rilassare la muscolatura.
E...date retta alla nonna: attenzione agli sbalzi di temperatura, copritevi!

Emanuela Cafagna
da rivista" Energie"
Febbraio 2014

25 febbraio 2014

Uomo, via la "pancetta": ecco i nemici a tavola

ROMA Non solo un difetto estetico: per un uomo avere la "pancetta" (circonferenza vita superiore a 100 cm) aumentas ensibilmente la probabilità di essere colpiti da disturbi cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro.
Come combatterla? Cambiando alcune abitudini alimentari come suggerisce "Il ritratto della salute", il quotidiano on line della Società italiana di medicina generale. Vanno portate delle modifiche a quelle che favoriscono l'accumulo di grasso. Ecco quali sono e come sostituirle con scelte più salutari:

DOLCE MATTINO La colazione è un pasto importante, ma riempirsi lo stomaco di dolci non garantisce di non avere più fame fino a pranzo e può anche far crescere la pancia;

GRASSO DELLA CARNE Quantità, metodi di preparazione e qualità della carne minacciano la salute: meglio scegliere tagli magri come filetto e controfiletto, cucinati anche alla griglia;

SPUNTINI Bastano 15 patatine fritte per introdurre 160 calorie. I pop corn senza grassi e poco sale sono addirittura una scelta migliore: 6 porzioni corrispondono a 100 calorie;

FAST FOOD Un hamburger maxi può fornire più di mille calorie (senza dimenticare le patatine fritte). Meglio non esagerare con le dimensioni e scegliere un'insalata come contorno;

PIZZA A rendere la pizza nemica della salute sono gli ingredienti con cui la si farcisce: se una margherita non basta, meglio aggiungere le verdure piuttosto che i salumi;

BIBITE Quando c'è bisogno di energia è preferibile affidarsi a una tazzina di caffè: le binite contenenti caffeina e drink energetici contengono alte quantità di zuccheri aggiunti;

BIRRA Sono circa 150 le calorie fornite da una bottiglia piccola. L'ideale sarebbe tagliare sulle quantità.

Febbraio 2014
Da "Il gazzettino"

13 febbraio 2014

ERRORI DI PESO


Evita quegli errori banali che mandano in malora tutti gli sforzi che fai per dimagrire.

1. SBAGLIARE IL CONTEGGIO DI CALORIE
Ottieni una valutazione della calorie che consumi con le tue corse attraverso un calcolatore online oppure con un calcolatore GPS dotato di tale funzione. Se sei propenso a eccedere dopo gi allenamenti, scegli per i tuoi spuntini post corsa degli alimenti gratificanti che puoi assumere in porzioni facilmente controllabili, con un pacchettino di biscotti o un crackers al rosmarino.

2. RISPARMIARE SUI GRASSI
I grassi devono costituire il 20-30% delle calorie giornaliere. Evita gli acidi grassi "trans" (presenti soprattutto negli alimenti che contengono grassi idrogenati, come i prodotti industriali) e limita quelli saturi (carne,latticini). Affidati ai grassi mono o polinsaturi (olio di oliva, pesce,noci,avocado) che proteggono il cuore e favoriscono il senso di sazietà.
Uno studio recente ha rivelato che anche l'aroma dei grassi, come l'olio di oliva, può indurre prontamente il rilascio di ormoni che inducono il senso di sazietà.

3.CORRERE A STOMACO VUOTO
Se hai in programma una corsa facile di una trentina di minuti o meno, puoi anche non mangiare niente prima, in quanto hai probabilmente glicogeno sufficiente a sostenere questo genere di sforzo. Ma se corri più a lungo o più intensamente, devi assumere uno spuntino di 100-200 calorie almeno un'ora prima di correre. Scegli carboidrati e una piccola quantità di proteine, come dei crackers con un pezzetto di grana.

4. OVERDOSE DI ENERGETICI
Per le corse che non durano più di 60 minuti lascia perdere gel e bevande energetiche, l'acqua va benissimo. Correndo più a lungo dovresti consumare dai 30 ai 60 grammi di carboidrati (uno o due gel energetici o mezzo litro/un litro di bevanda energetica) per ogni ora di corsa.

5.AFFOGARE NELLE CALORIE
La maggior parte dei liquidi che bevi non dovrebbe apportare calorie: acqua, the e caffè senza zucchero. Tieni poi presente che l'alcool potrebbe portarti a mangiare troppo, poiché rimuove le inibizioni. Abbassa le calorie scegliendo birra light o allungando il vino con l'acqua. Evita bevande tipo cola che sono piene di zuccheri.

6.RISULTATI STREPITOSI
Procedi inserendo dei piccoli cambiamenti, uno alla volta. Per esempio, cerca di fare una colazione saltare tutti i giorni o a pranzo sostituisci la patatine con una mela. Piuttosto che puntare ad azzerare il tuo peso sulla bilancia, è meglio prendersi cura di se stessi con una manicure o un capo di abbigliamento in grado di modificare il vostro aspetto.

7.NON RICONTEGGIARE
Tutte le volte che perdi dal 10 al 15% del tuo peso, regola di nuovo l'assunzione giornaliera di calorie. Inoltre, ricalcola quanto bruci durante gli allenamenti, perché anche questa quantità diminuisce se dimagrisci.

Denise Schipani
da rivista "Runners"
Febbraio 2014

27 dicembre 2013

10 vero o falso: SI FA PRESTO A DIRE BIOLOGICO


1. L'agricoltura biologica non fa uso di pesticidi: VERO

L'agricoltura biologica non può far uso di pesticidi di sintesi, ma ne utilizza alcuni di origine naturale.
Alcuni prodotti naturali ammessi sono la famiglia di molecole chiamate piretrine, lo spinosad, il Batterio Bacillus huringiensis, oppure alcune sostanze usate tradizionalmente quando il solfato e l'idrossido di rame, lo zolfo, alcuni oli minerali e così via.


2.L'agricolutra biologica ha rese confrontabili a quella convenzionale: DIPENDE

Le rese per ettaro dell'agricoltura biologica sono solitamente più basse di quelle dell'agricoltura convenzionale, ma molto dipende dal tipo di coltura e dalle condizioni ambientali.


3. I prodotti biologici hanno migliori proprietà nutrizionali: FALSO

Il rapporto della Food Agency britannica di tutti gli articoli scientifici pubblicati dal 1958 afferma: "Per la maggioranza dei nutrienti esaminati non è stata rilevata una differenza nel contenuto di nutrienti e altre sostanze tra prodotti biologici e convenzionali siano largamente confrontabili.


4.I prodotti biologici hanno meno residui di pesticidi: VERO


5. I prodotti biologici sono più sicuri di quelli convenzionali: FALSO

La certificazione biologica di un prodotto garantite che durante la coltivazione o la produzione siano state rispettate le varie normative e i regolamenti. Per esempio che non siano stati utilizzati fertilizzanti di sintesi o fitofarmaci non ammessi.


6. L'agricoltura biologica promuove la biodiversità: VERO


7. L'agricoltura biologica ha un'impatto ambientale minore: DIPENDE

Diversi studi mettono in evidenza come le pratiche dell'agricolutra biologica abbiano in genere un impatto positivo sull'ambiente per unità di superficie ma, a causa delle minori rese, non necessariamente per unità di prodotto. In altre parole, un'azienda agricola che produce ortaggi può, a parità di superficie coltivata, rilasciare meno azoto nella falda, ma ogni singolo ortaggio raccolto nei suoi campi potrebbe avere un impatto sulla falda maggiore di un analogo prodotto in modo convenzionale.


8.I prodotti biologici sono più contaminati di micotossine: FALSO

Le micotossine sono sostanze tossiche prodotti da alcuni funghi o muffe in condizioni climatiche favorevoli che possono contaminare cereali e derivati, arachidi, semi oleosi e altri prodotti agricoli. E' diffuso il timore che i cereali biologici possono essere più predisposti alla contaminazione da micotissine a causa della limitata protezione delle colture biologiche dall'attacco di funghi e muffe.


9. La produzione biologica in Italia è in continua crescita: FALSO

In Italia i consumi di prodotti alimentari biologici rappresentano l'1,45% del totale. Ha avuto uno sviluppo molto rapido per tutti gli anni Novanta del XX secolo. In seguito il numero degli operatori è diminuito, per arrivare a stabilizzarsi attorno ai 50000 negli ultimi otto anni, mentre la superficie coltivata si è stabilizzata a valori poco inferiori ai massimi raggiunti nel 2001.


10. L'agricoltura biologica non può fare uso di OGM: VERO




Dario Bressanini
da "Le Scienze"
Novembre 2013



18 dicembre 2013

I 10 "Super Cibi" contro lo stress delle feste

Per superare l’inverno e le festività natalizie senza stress e senza strafare con i cibi, può essere d’aiuto l’alimentazione, in particolare i dieci «super-cibi» elencati dai nutrizionisti della Washington University: utili per la salute perché aiutano a riposare meglio e combattono l’ansia che fa mangiare troppo e male, soprattutto nei periodi di festa. 

1. I cereali integrali e il pane integrale;

2. Una tazza di tè caldo;
3. La frutta secca, e in particolare noci, mandorle e pistacchi;
4. I cibi ricchi di vitamina C, come arance, mirtilli e fragole; 
5. Il cioccolato fondente (da assumere nelle giuste porzioni); 
6. Il pesce ricco di grassi Omega-3, come sardine, salmone e tonno; 
7. Una tazza di latte caldo; 
8. Verdure fresche e croccanti, come carote, sedano e insalata; 
9. L'acqua, che d’inverno si tende a trascurare; 
10 L'avocado, ricco di potassio.

I BENEFICI - «Si tratta di cibi che danno un maggiore senso di sazietà e fanno masticare a lungo, riducendo i livelli di ansia e scacciando il desiderio di continuare a mangiare - sottolinea Connie Diekman, direttore del Dipartimento di nutrizione della Washington University -. Mantengono i giusti livelli di zucchero nel sangue, abbassano la glicemia, possiedono effetti antinfiammatori e aumentano i livelli di serotonina che ha riconosciuti effetti calmanti. Infine hanno effetti benefici sulle funzioni cerebrali. Le bevande calde infine facilitano il sonno». Diekman ha invitato gli studenti dell’ateneo a sperimentare i 10 «super-food» durante le vacanze natalizie.


Dicembre 2013

Www.corriere.it

29 novembre 2013

Alimentazione antinfiammatoria e prevenzione dagli infortuni

Il rischio di infortuni nello sport può essere accresciuto dall'infiammazione silente ( o cellulare o sistemica o di basso grado).
Ci sono fattori alimentari che determinano il suo aumento come l'abbondante consumo di Acidi Grassi OMEGA-6 e di cibi amidacei raffinati (ad "alto indice glicemico").
I fattori alimentari che, al contrario tendono a diminuire lo stato infiammatorio dell'organismo sono in particolare gli acidi grassi OMEGA-3 (Presenti in certi pesci) e i polifenoli, le sostanze che danno colore alla frutta e alla verdura. Partendo da ciò, saranno forniti consigli alimentari per diminuire lo stato infiammatorio dell'organismo e per ridurre così il rischio di infortuni da microtrauma ripetuto e da lesioni muscolari.

Quale alimentazione adottare per limitare il rischio di infortuni?

  • Consumare abitualmente pesce (vedi Tabella A) o assumere capsule di olio di pesce concentrato e raffinato.
  • Consumare abitualmente tanta verdura e frutta: una dose abbondante di verdura colorata va assunta a pranzo e a cena; in tali pasti principali (e/o nella prima colazione o negli spuntini) va inserita sempre un po' di frutta, meglio nostrana e di stagione; i frutti di bosco contengono polifenoli molto validi.
  • Ridurre nettamente il consumo gli alimenti ricchi di amidi raffinati, come cerali del mattino, patatine confezionate, merendine e bibite dolci; prendere porzioni limitate di riso, pane bianco, biscotti, dolci e pasta; la tabella B ti permette di calcolare l'indice glicemico di ciò che si mangia.
  • Diminuire il consumo di cibi contenenti oli vegetali o margarine; è sempre bene osservare le etichette dei prodotti e controllare se fra gli ingredienti sono presenti oli vegetali, nel qual caso è meglio evitarlo dal proprio piano alimentare.
  • Ridurre il consumo di grassi saturi, specie nelle parti più palesemente grasse delle carni dei mammiferi di terra; cme fonti proteiche preferite di pesce, le carni bianche e magre, gli affettati magri (bresaola, prosciutto crudo e cotto sgrassati, fesa di tacchino), alcuni formaggi e i prodotti a base di proteine di soia.



Enrico Arcelli e Elena Casiraghi
da Rivita (Scienza e Sport)
Ott-Nov-Dic 2013

22 novembre 2013

10 VERO O FALSO sugli OGM

1. Gli OGM sono sterili: FALSO
Alcune piante comunemente coltivate, come il banano e l'uva senza semi, sono sterili. Al contrario, nessun OGM in commercio è sterile, e per questo motivo vengono suggerite norme di coesistenza, quali distanze di sicurezza da rispettare, per evitare che il polline di una pianta geneticamente modificata possa impollinare una pianta analoga coltivata in modo biologico o convenzionale.

2. I semi GM si devono comprare ogni anno: DIPENDE
 E' quasi un secolo che in agricoltura sono stati introdotti i semi ibridi. Questi semi, altamente produttivi, sono un incrocio tra due linee genetiche pure. Purtroppo, riutilizzando i semi del raccolto per una nuova semina buona parte delle piante ottenute non avrebbe le caratteristiche di quelle originale. 
Per questo motivo gli agricoltori preferiscono riacquistare i semi ibridi ogni anno. 
Per quel che riguarda gli OGM, le culture non ibride, come la soia, potrebbero essere riseminate, ma le aziende produttrici OGM vietano questa pratica e quindi impongono il riacquisto ogni anno. 
In generale, nell'agricoltura moderna si preferisce comprare sempre di più anche i semi non ibridi da produttori specializzati in modo che siano esenti da virus, da alta germinabilità e con caratteristiche qualitative più alte.

3. Gli OGM sono resistenti ai diserbanti: FALSO
La resistenza a un particolare diserbante è solo uno dei tratti che possono acquistare le piante geneticamente modificate. Gli OGM resistenti ai diserbanti sono stati tra i primi a essere messi in commercio. Di contro, esistono anche culture non OGM con altre caratteristiche come la resistenza ad alcuni insetti, una composizione chimica e nutrizionale modificata, una difesa dagli attacchi di alcuni virus vegetali, una maggiore sopportazione degli stress idrici e altro ancora.

4. La tossina prodotta dagli OGM di tipo Bt è innocuo per l'uomo: VERO
Il bacillius thuringiensis, un batterio comunemente presente nel suolo, produce una serie di proteine tossiche per diverse specie di insetti. Queste tossine sono talmente innocue per i mammiferi e altri animali superiori grazie al loro particolare meccanismo d'azione, perché l'ambiente acido del nostro sistema digerente degrada queste proteine. Data l'innocuità per l'uomo, l'agricoltura biologica utilizza ampiamente questo batterio, o le sue spore, come insetticida sotto forma di spray o polvere.

5. In Italia è vietato utilizzare gli OGM: DIPENDE
Al momento in Italia è proibito utilizzare gli OGM. Alcuni agricoltori ritengono che questo sia in conflitto con il diritto comunitario, e pensano che si possano seminare anche in Italia tutti gli OGM approvati per la coltivazione nell'Unione Europea, in particolare il mais MON810 resistente alla piralide, un insetto parassita.
L'importazione di OGM approvati dall'UE, una trentina, è invece autorizata. In particolare l'Italia importa una grande quantità di soia GM per produrre mangimi per uso zootecnico. Le filiere di molti prodotti italiani, anche DOP come il Parmigiano Reggiano, utilizzano ampiamente mangimi contenenti soia geneticamente modificata.

6. Gli OGM non aumentano le rese: VERO
Nessun OGM in commercio a oggi è stato modificato esplicitamente per aumentare direttamente le rese per ettaro. Gli scienziati non ancora hanno trovato il modo di aumentare le rese semplicemente inserendo uno o pochi geni, e non è detto che questo si potrà fare in futuro. Gli OGM in commercio sono stati pensati per portare vantaggi agli agricoltori, sia attraverso una facilità di gestione delle coltivazioni sia attraverso una riduzione dei costi per fitofarmaci.

7. Gli OGM sono indispensabili nella lotta alla fame nel mondo: FALSO
La fame nel mondo è un problema principalmente economico e sociale, e non esiste un singolo strumento o una singola tecnologia che possa risolverlo. 
La tecnologia per creare nuovi OGM è relativamente poco costosa, e molti paesi poveri o in via di sviluppo stanno mettendo a punto i loro OGM per risolvere problemi agronomici locali.

8. Gli OGM sono incompatibili con i prodotti tipici: FALSO
Sin dal 1996, anno che segna l'inizio delle coltivazioni transegniche, le grandi multinazionali agrobiotech si sono concentrate nel produrre OGM adatti alle grandi monocolture, com la soia, il mais o il cotone, introducendo caratteristiche desiderabili per quegli agricoltori. Tuttavia è possibile utilizzare tecniche di ingegneria genetica anche per modificare piante di culture tipiche, allo scopo di risolvere particolari problemi agronomici su piccola scala.

9.Con l'introduzione degli OGM l'uso mondiale dei pesticidi è aumentato: FALSO
E' necessario distinguere tra erbicidi e insetticidi, e tenere presenti la diverse tossicità degli agrofarmaci considerati. L'introduzione delle piante geneticamente modificate resistenti ai diserbanti ha portato come effetto principale una sostituzione di erbicidi più tossici, come l'atrazina, con altri a largo spettro  meno tossici, come il gliofosfate, congiuntamente a una riduzione nei trattamenti per ettaro. Tuttavia la facilità di impiego di questi OGM ne ha aumentato molto la diffusione, e quindi il consumo globale di gliofosate è aumentato. Se invece si considerano le piante modificate per resistere ad alcuni tipi di insetti, queste per definizione necessitano di molti meno trattamenti insetticidi, e quindi la loro diffusione, specialmente per cotone e il mais, ha portato una considerevole riduzione dell'uso di insetticidi.

10. Gli OGM rappresentano una minaccia per la biodiversità: DIPENDE
Per biodiversità si intende l'insieme delle diverse specie viventi. In questo caso possiamo considerare  le diverse specie che vivono su un campo coltivato.
L'uso di diserbanti ad ampio spettro può ridurre la biodiversità , rappresentata anche dalle piante infestanti di altre specie presenti in campo e dagli animali che se ne cibano.
Se consideriamo la biodiversità agricola, intesa come delle varietà coltivate, l'uso degli OGM è sostanzialmente neutro, perché le caratteristiche desiderate vengono aggiunte alle varietà preesistenti. 

Dario Bressanini
Da "Le scienze"
Novembre 2013




14 novembre 2013

LATTE: "Alimento per il movimento"


Ha una funzione fondamentale nella dieta, ma è anche una bevanda ideale per chi pratica attività fisica, come confermano recenti studi.


MINOR RISCHIO DI MALATTIE - Ma quali sono le qualità nutrizionali del latte? «È un prezioso alleato, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, per costituire il picco di massa ossea che poi permetterà di amministrare il proprio patrimonio di calcio durante tutta la vita – ricorda il nutrizionista – . Il suo consumo inoltre, è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2».


MASSA MUSCOLARE - Recenti studi confermano che il latte svolge anche una funzione importante per l’aumento e la definizione della massa muscolare. «Il “guadagno” di massa muscolare dipende dall’alimentazione e dall’esercizio fisico – sottolinea Julien Louis del Dipartimento per la ricerca dell’Istituto per lo sport francese – . In particolare, le proteine del latte si sono rivelate efficaci per riparare e ricostruire i muscoli affaticati dopo lo sport e l’attività fisica e nel supportare gli aumenti della massa magra indotti dall’allenamento».


TEMPI DI CONSUMO - Studi internazionali hanno evidenziato, inoltre, i vantaggi associati al consumo di latte in termini di reidratazione. «Il latte può essere considerato un alimento per il movimento– afferma Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e scienze dell’alimentazione e docente alla Scuola dello sport del Coni – . Dopo lo sforzo fisico, è utile come bevanda idratante per reintegrare l’acqua e i minerali. Va invece evitato durante la competizione o prima dell’allenamento».


INTOLLERANTI - Il suo consumo va limitato anche quando si è intolleranti al lattosio, uno zucchero contenuto nel latte? «Bisogna evitare di toglierlo dalla dieta perché si pensa di essere intolleranti senza averlo prima accertato con il test (breath testndr) – sottolinea Ghiselli– . Coloro che sono davvero intolleranti, invece, possono utilizzare il latte senza lattosio che esiste in commercio».
Maria Giovanna Faiella
www.corriere.it
Novembre 2013

4 novembre 2013

Tifosi e cibo, il 'dramma' del lunedì: chi ha perso mangia di più e peggio

Un ricerca Usa durata due anni ha preso in esame i comportamenti di 726 fan di squadre della Nfl, scoprendo che, dopo "ogni maledetta domenica", ci sono evidenti differenze nell'alimentazione tra chi ha celebrato una vittoria (e mangia bene) e chi ha incassato una sconfitta (e si consola 'dopandosi' con junk-food).
Il malumore post-sconfitta - In generale, chi perde prova un senso di frustrazione e di insicurezza che tende a superare adottando, per sfogarsi, un comportamento 'vietato'. Al contrario, chi ha la soddisfazione di veder vincere la propria squadra, tende a sentirsi più fiducioso e ad avere un maggiore autocontrollo, anche sul comportamento alimentare. "Dopo una partita finita male, i tifosi più sfegatati possono vivere una sorta di depressione post-sconfitta che crea un circolo vizioso", dice l'esperto. Così, mangiare patatine fritte, snack e vari altri cibi- spazzatura (junk food) accompagnati da alcolici e sigarette diventa una routine che crea anche una sorta di dipendenza.

Di più e peggio - Dallo studio americano è emersa una netta differenza soprattutto nel consumo di grassi: i tifosi della squadra che aveva perso, in media, aumentavano il quantitativo di grassi saturi del 28%, mentre gli altri solo del 16%. Dunque, i tifosi delusi non vanno in cerca di dolci per consolarsi, ma preferiscono i grassi. Come mai? "I cibi ricchi di grassi saturi danno un effetto un po' dopante, con una  sensazione di energia che tira su di morale", spiega Rispoli.
Meglio la cioccolata - Un consiglio più pratico per chi segue il campionato di calcio? "Piuttosto che gli snack salati e grassi, meglio un po' di cioccolato fondente che non contiene grassi saturi, è un antiossidante e regala euforia", suggerisce lo psicoterapeuta. Ne bastano 30 grammi da mangiare anche ogni giorno, purché sia fondente.

Irma D'AriaDa repubblicaOttobre 2013



Il mio consiglio: meglio "smaltire"rabbia,stress e frustrazioni con un po'di attività fisica!!



25 ottobre 2013

Le VERE cure per prevenire e combattere la stitichezza (Prima Parte)

(Prima Parte)
ALIMENTAZIONE CORRETTA
L'alimentazione corretta è senz'altro la base di una strategia anti-stitichezza, sia in senso preventivo che terapeutico. Le caratteristiche di una dieta che favorisce la stitichezza sono la carenza di fibre vegetali e di acqua, l'assunzione eccessiva di proteine animali e di cibi impoveriti e sterilizzati dall'industria alimentare.
Le linee guida di un'alimentazione preventiva e terapeutica saranno ovviamente di indirizzo opposto:

  • Consumo adeguato di frutta fresca cruda, lontano dai pasti principali;
  • Consumo a pranzo e a cena, di un abbondante antipasto a base di verdure crude miste;
  • Introduzione sistematica dei cereali integrali: riso integrale, pasta integrale, ma anche avena, orzo, miglio, ecc.
  • Riduzione drastica dei prodotti animali, fino all'eliminazione (temporanea) della carne e del pesce; è comunque consigliato non consumare cibi proteici più di una volta durante l'arco di tutta la giornata;
  • Alternanza degli alimenti proteici animali con cibi ricchi di proteine vegetali e di fibre, come i legumi (fagioli, lenticchie, piselli, fave, ceci) o la frutta oleosa (noci,mandorle,nocciole).
  • Uso delle erbe aromatiche (alloro, salvia, rosmarino, menta, origano,maggiorana, prezzemolo, timo ecc.) sia su cibi crudi e cotti anche in infusione alla fine del pasto: la loro azione antifiammatoria e antiputrefattiva è spesso accompagnata da una migliore motilità gastrointestinale;
  • Consumo di alimenti molto ricci di fermenti e di flora batterica come il lievito di birra, lo yogurt e le verdure lattofermentate (crauti);
  • Consumo di pasti composti da un unico piatto base (o il cosiddetto "primo" o cosiddetto "secondo") accompagnato da contorni di verdure soprattutto crude, in modo tale da evitare le associazioni inopportune fra cibi aventi esigenze digestive diverse e gli eccessi fermentativi che ne derivano.
da "Prevenire e combattere la stitichezza" di Paolo Pigozzi, ed. Giunti

22 ottobre 2013

Peso: i ragazzi sono più in forma dei loro genitori



Prendiamo esempio dai giovani: mentre il luogo comune vuole che mangino male, e non conoscano i principi di una sana alimentazione, sono invece molto più in forma dei loro padri e delle loro madri.

 Secondo un'indagine dell'Osservatorio Nestlè-Fondazione ADI, infatti, il 66 per cento dei ragazzi italiani tra i 16 e i 34 anni è normopeso, contro il 44,6 per cento delle persone tra i 45 e i 65 anni. I dati sono stati presentati oggi a Lecce in occasione del XV Corso Nazionale  ADI (ssociazione di Dietetica e Nutrizione clinica).

'Abbiamo l'impressione - commenta Giuseppe Fatati, presidente Fondazione ADI e coordinatore scientifico dello studio - che le tante iniziative di sensibilizzazione ai corretti stili di vita comincino ad avere qualche successo. Purtroppo le buone abitudini sembrano limitate ai più giovani e non coinvolgono proprio le persone più a rischio, in relazione all'età, di malattie metaboliche e patologie cardiovascolari. I giovani cominciano a dare il buon esempio; la speranza è che questo trend possa in tempi brevi coinvolgere anche i meno giovani''.

Un altro dato ''incoraggiante'' dello studio è la diminuzione degli italiani sedentari (31% rispetto al 35% dello scorso anno); sono in aumento invece le persone che saltano i pasti (29%, contro il 26% del 2012), e in diminuzione le persone che fanno un pasto completo: ''Quest'anno sono il 15% del campione, contro il 23% dello scorso anno''. La cena, comunque, è vista quasi da tutti come un momento casalingo (93%), e da trascorrere con la famiglia e gli amici (86%).
www.scienza.panorama.it

15 ottobre 2013

Scoperta nel cervello la centralina che"spegne"la fame


ROMA -  Un interruttore che spegne la fame.  Un sogno per molte persone che ogni giorno combattono con i problemi di peso. Un gruppo di scienziati americani ha appena identificato la 'centralina' del cervello collegata all'appetito. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature dall'équipe coordinata dal professor Richard Palmiter, dell'Università di Washington a Seattle. In futuro potrebbe aiutare a mettere a punto nuove terapie per stimolare o sopprimere il senso di appetito e per curare in particolare i disturbi alimentari.

La 'centralina' controlla un gruppo di cellule nervose e, quando funziona correttamente, ha il compito di frenare la voglia di cibo dopo i pasti o quando non è sano mangiare, come per esempio durante una malattia o quando nel cibo si avverte la presenza di tossine. Questi neuroni si trovano in un'area chiamata nucleo parabrachiale del tronco encefalico, una regione che regola il gusto, l'apporto di sodio, il dolore, e già nota anche per il suo ruolo nel controllo dell'appetito ma finora non si era riusciti a comprendere quali fossero in modo preciso le cellule e i meccanismi coinvolti. 


In questo modo lo studio conferma la base neurologica dei disturbi alimentari e il loro collegamento con le emozioni e può aprire la strada a nuove cure per queste malattie. E' importante, sottolinea Strata, aver identificato anche la molecola espressa da queste cellule perché si conosce ancora più nello specifico il bersaglio che si potrebbe andare a colpire.

Solo pochi mesi fa un gruppo di ricercatori italiani aveva invece identificato l'interruttore da disattivare nel cervello per spegnere la sindrome dell'abbuffata, l'ormone dell'ansia 'CRF'. Lo studio è stato condotto da Valentina Sabino e Pietro Cottone della Boston University, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology(V.P.)


www.repubblica.it

8 ottobre 2013

La temperatura dell'olio che fuma

Se scaldiamo l'acqua fino alla sua temperatura di ebollizione, si trasforma in vapore. Questo processo fisico è familiare a tutti e sfruttano in cucina in molti processi di cottura. Non tutti i liquidi però si comportano in questo modo, e gli oli sono un'eccezione importante.
Il processo culinario che mette più a dura prova la stabilità di un olio è sicuramente la frittura. Quando riscaldiamo un olio ad alte temperature l'esposizione all'ossigeno dell'aria e la presenza del cibo possono innescare un processo di degradazione ossidandolo e formando sostanze nocive. Più la temperatura è alta,più l'ossidazione è veloce. Anche un uso prolungato può degradare notevolmente un olio, e questo è il motivo per cui in una friggitrice l'olio andrebbe cambiato periodicamente, e non rabboccato.
Oli con una composizione chimica diversa si ossidano in maniera diversa. Quelli ricchi di grassi polinsaturi, come l'olio di mais o quello di soia, si degradano più rapidamente rispetto a quelli ricchi di grassi monoinsaturi come gli oli di oliva, nocciole o arachidi, in prevalenza composti da acido oleico. In più l'olio extravergine, non essendo stato raffinato, contiene molecole che agiscono da antiossidanti ritardandone la degradazione. Ancora più stabili sono gli oli contenenti molti grassi saturi, come l'olio di palma e lo strutto. Il loro uso tuttavia andrebbe limitato perché un loro eccessivo consumo può avere conseguenze negative sulla salute. Scaldando un olio a una certa temperatura comincerà a produrre fumo in modo continuo, molto prima che inizi a bollire. A questa temperatura, chiamata "punto di fumo", la glicerina si stacca dagli acidi grassi e si producono fumi tossici contenenti sostanze nocive come l'acroleina.
La temperatura tipica di una frittura è di circa 180 gradi. A temperature più basse il cibo si impregna di olio, mentre a temperature più alte rischia di bruciare velocemente. E' importante quindi che l'olio scelto abbia un punto di fumo ben superiore alla temperatura di frittura. Spesso si sente dire che l'olio extravergine di oliva ha un punto di fumo elevato,ma questo non è vero.
Una buona alternativa all'olio extravergine di oliva può essere l'olio di arachidi, il cui punto di fumo supera i 210 gradi.

Dario Bressanini
Le scienze 
Ottobre 2013